Casa =≠Resistenza

CASA =  RESISTENZA
installazioni site-specific di Valentina Durante e Mohsen Baghernejad M.

Inaugurazione Mercoledì 6 Giugno alle ore 18.30

Il ciclo di installazioni site-specific UGUALEDISUGUALE, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Torino, propone molteplici suggestioni accostando alla parola “casa” concetti diversi che ne amplificano il significato.

La Residenza temporanea Luoghi Comuni San Salvario è un’officina di sperimentazione di modalità abitative attive, solidali e di collaborazione. Al suo interno si sviluppa L’OFFICINA con-Temporanea, uno spazio espositivo, un cantiere di creatività.
[…] Qui gli artisti propongono il loro lavoro in un dialogo proficuo e intenso con il luogo che li ospita, che ha in sé, proprio in forza della sua destinazione “speciale”, una grande ricchezza: di situazioni, nazionalità, condizioni. Persone che si pongono in dialogo in un percorso che è fatto di accoglienza, condivisione, aiuto, spinta a ripartire da situazioni di fragilità. Un luogo “comune” che diventa una nuova famiglia, tempo per trovare nuove energie, e infine una nuova “casa”. Quale tuttavia la definizione di “casa”?
(Paola Stroppiana)

I Petali Rimasti del Corpo

L’Officina di Luoghi Comuni ospita i lavori di tre artisti
Mela Salemi
Roberta Montaruli
Tullio Manca

Inaugurazione mercoledì 23 maggio ore 18,30

 

 

Io come te, tu come me

IO COME TE, TU COME ME
Bahar Heidarzade_ mercoledì 9 maggio ore 18,39

La ricerca poetica di Bahar Heidarzade affida alla fotografia il compito di rappresentare la donna nella cultura persiana, lo scontro fra modernità e tradizione, i fantasmi dei conflitti passati e l’incertezza del futuro.
L’oggetto della sua indagine è incentrato sul ruolo della donna nella società, raccontando della discriminazione femminile tutt’ora forte e non solo in Iran, attraverso ritratti di donne che, private della propria identità, svelano le profonde contraddizioni di un Paese evoluto e arretrato al tempo stesso.
Le donne ritratte sono avvolte dal velo tradizionale, lo chador, che per tradizione le avvolge il capo e nasconde fronte, orecchie, nuca e soprattutto i capelli, ma che Heidarzade con un singolare gioco di specchi, ritrae oscurandone il volto ma svelando i capelli.
Sono i capelli finalmente scoperti a raccontare le storie ed a svelare la personalità ed il carattere delle sue modelle.
Queste immagini formalmente tradizionali e molto convenzionali a cui è stata negata l’identità con la negazione del volto, lasciano allo spettatore un senso di inquietudine, che non è solo la rappresentazione della condizione femminile, ma più in generale della situazione politica e sociale dell’Iran, dell’Italia e del mondo, tra passato e futuro, bellezza e potere.

In galleria per l’inaugurazione l’artista verrà portando con sé una Polaroid, proponendo ai visitatori di indossare lo chador e chiedendo di poterli fotografare. Gli scatti saranno lasciati visibili al
pubblico, arricchendo così L’Officina delle immagini senza volto.

Untitled

STEFANO SCAGLIOLA
UNTITLED_ 9 maggio ore 18,30

La ricerca artistica di Stefano Scagliola si basa sulla volontà di analizzare le pulsioni e il desiderio. Attraverso l’ uso di immagini cariche di significati personali essa si concentra soprattutto su una ricostruzione consapevole di sé, soprattutto in seguito a momenti di passione amorosa, fisica.
Il cibo inoltre accompagna costantemente i suoi lavori: sempre carico di significati sinestetici esso diventa il mezzo a lui più vicino ed efficace per raccontare gli aspetti più intimi del proprio essere,
dando vita a contesti surreali e un po’ kitsch.
L’Officina ospiterà l’installazione UNTITLED del 2018, un’opera costituita da una scultura in gomma, resina e peli accompagnata da una serie di piccoli disegni.
Nell’opera emerge la consapevolezza dell’artista di fare qualcosa di “sbagliato”, che si discosti da ciò che dovrebbe far parte di una predisposizione sociale della sessualità, l’intaccamento di una dimensione giocosa vengono raccontati da una serie di immagini raccolte in questa piccola scena.
Le due figure femminili della composizione sono eroine del gruppo di protagoniste del manga ed anime giapponese Sailor Moon.
Queste piccole teste sono qui elevate a icone, oggetti che descrivono una particolare condizione di crescita personale; esse oltre a rappresentare due aspetti della personalità di Stefano Scagliola
coincidono con una dimensione infantile nella quale era discutibile la traccia del femminile, del divertimento “non da maschi”, risultando dunque elementi problematici. Le pesche sciroppate
secondo sue sinestesie simboleggiano invece la dimensione amorosa, la dolcezza e la freschezza di qualcosa di tenero,qui intaccati da peli che rendono l’alimento una sorta di strana creatura surreale e di difficile interpretazione.
Ciò che risultava naturale ed innocente per l’artista non lo era per altri contesti sociali e la sua normalità si era trasformata nel dubbio di non essere riconosciuto e accettato.

La ricerca artistica di Stefano Scagliola si basa sulla volontà di analizzare le pulsioni e il desiderio. Attraverso l’ uso di immagini cariche di significati personali essa si concentra soprattutto su una ricostruzione consapevole di sé, soprattutto in seguito a momenti di passione amorosa, fisica.
Il cibo inoltre accompagna costantemente i suoi lavori: sempre carico di significati sinestetici esso diventa il mezzo a lui più vicino ed efficace per raccontare gli aspetti più intimi del proprio essere, dando vita a contesti surreali e un po’ kitsch.

L’Officina ospiterà l’installazione UNTITLED del 2018, un’opera costituita da una scultura in gomma, resina e peli accompaganta da una serie di piccoli disegni.
Nell’opera emerge la consapevolezza dell’artista di fare qualcosa di “sbagliato”, che si discosti da ciò che dovrebbe far parte di una predisposizione sociale della sessualità, l’intaccamento di una dimensione giocosa vengono raccontati da una serie di immagini raccolte in questa piccola scena.

Le due figure femminili della composizione sono eroine del gruppo di protagoniste del manga ed anime giapponese Sailor Moon.
Queste piccole teste sono qui elevate a icone, oggetti che descrivono una particolare condizione di crescita personale; esse oltre a rappresentare due aspetti della personalità di Stefano Scagliola coincidono con una dimensione infantile nella quale era discutibile la traccia del femminile, del divertimento “non da maschi”, risultando dunque elementi problematici. Le pesche sciroppate secondo sue sinestesie simboleggiano invece la dimensione amorosa, la dolcezza e la freschezza di qualcosa di tenero, qui intaccati da peli che rendono l’alimento una sorta di strana creatura surreale e di difficile interpretazione.
Ciò che risultava naturale ed innocente per l’artista non lo era per altri contesti sociali e la sua normalità si era trasformata nel dubbio di non essere riconosciuto e accettato.

Casa = ≠ Identità

Nasce il ciclo di mostre UGUALEDISUGUALE dedicato all’esplorazione del concetto di casa in relazione all’identità, all’appartenenza e alla temporaneità.

mercoledì 9 maggio alle ore 18,30
all’inaugurazione
di CASA = ≠ IDENTITA’

BAHAR HEIDARZADE
“IO COME TE, TU COME ME”
performance ore 19.30

STEFANO SCAGLIOLA
“UNTITLED”

L’OFFICINA di Luoghi Comuni San Salvario è uno spazio dedicato all’Arte, a cui abbiamo affidato, in questo progetto, il compito di elaborare le tematiche di modelli abitativi sperimentali attraverso la sensibilità dei giovani artisti dell’Accademia Albertina di Torino.